ABSTRACT
Il presente contributo analizza come l’archeologia virtuale, oggi intesa come un sistema integrato capace di coniugare il rigore della documentazione scientifica con le moderne strategie di narrazione, possa essere utilizzata non solo per ottenere output digitali ma anche analogici. Il caso studio analizzato riguarda il complesso nuragico di Palmavera (Alghero), oggetto di una campagna di documentazione digitale condotta dal GRA·VIS LAB del Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica, Università di Sassari, nell’ambito delle iniziative per la candidatura dei siti nuragici alla World Heritage List UNESCO. La fase di acquisizione e ricostruzione dei resti archeologici è stata guidata dall’integrazione tra il metodo deduttivo e il metodo analogico. L’originalità della ricerca risiede nell’utilizzo del modello digitale come base invisibile per la creazione di output ad alto valore comunicativo. Attraverso spaccati assonometrici, linee del tempo e illustrazioni narrative, i dati tecnici sono stati tradotti in pannelli didattici capaci di rendere il sito accessibile e comprensibile a un pubblico eterogeneo, unendo la tutela scientifica con una fruizione culturale inclusiva e coinvolgente.
Alexandra Fusinetti, Nicole Proietti Cosimi
Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica, Università degli Studi di Sassari
