ABSTRACT


Il contributo presenta un paradigma HBIM diacronico applicato al complesso di San Lorenzo in Miranda, nel Foro Romano, innestato sui resti del Tempio di Antonino e Faustina e connesso stratigraficamente all’Atrium Vestae. Il monumento, esito di trasformazioni dall’età imperiale al Novecento, è assunto come palinsesto complesso da rappresentare attraverso l’integrazione di forma, fase e fonte. La metodologia combina rilievo 3D integrato (laser scanner, fotogrammetria e georeferenziazione) e sistematizzazione delle fonti storiche in un database relazionale strutturato per Unità Topografiche e fasi cronologiche. Il modello HBIM non è mera replica dello stato attuale, ma infrastruttura informativa che distingue dato rilevato, interpretato e congetturale, esplicitando per ogni elemento geometrico origine e attendibilità delle fonti. Le trasformazioni sono gestite tramite strutturazione diacronica e operazioni parametriche di addizione e sottrazione volumetrica, preservando la memoria di permanenze e perdite. L’estensione all’area di scavo, modellata da planimetrie georeferenziate e convertita in ambiente BIM tramite VPL, verifica la scalabilità del modello anche in contesti archeologici privi di nuvole di punti. L’esito è un modello interrogabile e multilivello, concepito come archivio dinamico e dispositivo epistemologico a supporto di ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio.


Carlo Bianchini, Marika Griffo, Francesca Porfiri, Gabriele Giuliani
Sapienza, Università di Roma, Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura