Serialità non regolari: ricorrenze imperfette per il modello HBIM
ABSTRACT
Nella modellazione HBIM è frequente dover rappresentare elementi che nella realtà appaiono disposti in serie ed equidistanti, ma che tali non sono, a causa di imprecisioni che possiamo considerare essere in prevalenza di tipo costruttivo. Per rappresentare questa varietà sono qui esemplificate alcune soluzioni, che spaziano da precise e articolate attività di modellazione diretta, fino a procedure di modellazione indiretta sviluppate in ambito di Visual Programming Language.
Graziano Mario Valenti, Alessandro Martinelli
Sapienza Università di Roma
Revixit Aquinum. Quanto possano le tecnologie nella valorizzazione di un patrimonio culturale
ABSTRACT
Nell’ultimo decennio i processi digitali hanno fortemente influenzato le modalità di rappresentazione e gestione delle informazioni riguardanti il patrimonio costruito e le conseguenti attività di conservazione e valorizzazione condotte dagli specialisti del settore. Se da un lato ciò ha comportato un notevole aumento dei dati prodotti altrettanto evidenti sono le difficoltà riscontrate nell’archiviazione e gestione di tale conoscenza, con conseguente perdita di dati e dispersione della memoria legata alla progettazione e alla costruzione degli edifici storici. Il presente lavoro intende illustrare le potenzialità che un approccio basato sui modelli può offrire per rappresentare la multiforme ricchezza e unicità del patrimonio architettonico, sia dal punto di vista materiale che immateriale, e di farsi così portatore della conoscenza e della memoria degli artigiani che lo hanno realizzato.
Tommaso Empler, Viktor Malakuczi, Giovanni Murro
Sapienza Università di Roma
Modelli digitali per la rappresentazione e gestione del patrimonio costruito
ABSTRACT
Nell’ultimo decennio i processi digitali hanno fortemente influenzato le modalità di rappresentazione e gestione delle informazioni riguardanti il patrimonio costruito e le conseguenti attività di conservazione e valorizzazione condotte dagli specialisti del settore. Se da un lato ciò ha comportato un notevole aumento dei dati prodotti altrettanto evidenti sono le difficoltà riscontrate nell’archiviazione e gestione di tale conoscenza, con conseguente perdita di dati e dispersione della memoria legata alla progettazione e alla costruzione degli edifici storici. Il presente lavoro intende illustrare le potenzialità che un approccio basato sui modelli può offrire per rappresentare la multiforme ricchezza e unicità del patrimonio architettonico, sia dal punto di vista materiale che immateriale, e di farsi così portatore della conoscenza e della memoria degli artigiani che lo hanno realizzato.
Stefano Cursi, Letizia Martinelli, Filippo Calcerano, Michele Calvano, Luciano Cessari, Elena Gigliarelli
ISPC Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, Consiglio Nazionale delle Ricerche
Intelligenza artificiale, H-BIM e piattaforme collaborative per l’annotazione del patrimonio architettonico digitale
ABSTRACT
Questo articolo riassume i risultati di una tesi di dottorato, incentrata sulla combinazione di Intelligenza Artificiale, H-BIM e piattaforme collaborative reality-based per il trasferimento e il recupero di annotazioni semantiche sul patrimonio culturale digitale, a supporto delle attività di restauro e conservazione.
Valeria Croce
Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni, University of Pisa
Editoriale Vol. 10
Il decimo numero della rivista raccoglie i migliori contributi del WORKSHOP 3D MODELING & BIM 2022 avente come tema l’Information e 3D Modeling per il patrimonio costruito.
Si tratta di una raccolta di ricerche e approfondimenti in corso che nella loro dimensione di ricerca risultano ben inseriti nei nuovi percorsi che emergono dal mondo legato al BIM ed HBIM, con punte di innovazione nei metodi e nelle tecniche.
Dalle ricerche emerge chiaramente come il primo e immediato medium del BIM ovvero la modellazione, si confronti da subito con due orientamenti: uno legato alla ripetizione dell’oggetto così come è, il più possibile coerente con le sue imperfezioni, con un grado di accuratezza che lo fa coincidere con il manufatto stesso; un secondo più legato a una sua idealità, geometrica o anche solo tipologica. Questo doppio indirizzo, ben descritto nel paper sui “possibili scenari sulla metamodellazione” rende possibile una prima macro divisione tra due scuole di pensiero per l’elaborazione di un digital twin legato al costruito: la prima, che punta alla replica digitale con ogni mezzo, istituisce processi Reality Based che restituiscono nell’oggetto stesso quante più informazioni possibili legate alla sua geometria e alla sua matericità: per fare ciò si misura con temi attuali legati alla interoperabilità, alla rigidezza delle piattaforme per l’elaborazione dei modelli, alla attendibilità dei dati trascritti nel virtuale. La seconda è più orientata a una lettura del modello come ambiente ideale per la costituzione di un database informativo a cui viene demandato oltre l’idealità, l’imperfezione, la regola contraddetta, la patologia specifica spesso con un apparato documentale consistente. Tra questi due estremi si collocano tutte le sfumature e le peculiarità che il mondo dell’HBIM ci propone, con la ricchezza tipica di un patrimonio, quale il nostro, che ben traspare dalle pagine di questo numero.
Al primo ambito appartengono molti lavori che si avvalgono dell’arricchimento della fase di modellazione più generale mediante applicazioni VPL (Visual Programming Language): il lavoro descritto nel paper HBIM automatizzato tratta nello specifico dello sviluppo di un nuovo processo HBIM che, attraverso processi informatici elaborati in VPL, consente di conservare le originali geometrie dei beni culturali. In particolare, nel Caso studio della Tomba della Medusa, l’interoperabilità dell’intero processo progettuale permette di passare dal rilievo mediante acquisizione e gestione delle nuvole di punti all’informatizzazione del modello tridimensionale parametrico, attraverso l’utilizzo di BIM modeler, VPL e modellatori free form. Anche il lavoro sulla costruzione del modello sul Palazzo del Collegio dei Nobili del paper Visualizzazione e Gestione degli ambienti museali approfondisce l’ambito della formulazione di componenti nidificate, quali interessanti eccezioni da gestire all’interno del modello più generale e ne dimostra possibili applicazioni.
I contributi relativi al Modello informativo BIM del MAXXI, Una strategia del 5D per la gestione di costi, Il fascicolo del fabbricato, pur se in maniera differente, si concentrano sul livello di fabbisogno informativo del modello e su approcci interoperabili quali possibili connessioni tra l’attività di modellazione digitale parametrica e la visualizzazione dei risultati ottenuti dal processo BIM; il caso specifico sul 5D BIM si misura su una mediazione concreta tra la base dati informativa e la sua visibilità in un effettivo digital twin.
Non ultimi i paper sugli ambienti virtuali – il caso studio del Museo Marini di Firenze e lo spazio architettonico e problemi di acrofobia – ci trasportano nel real time della visualizzazione dove è lo stesso spazio virtuale fruito ove risiede il dato necessario che rende possibile la sperimentazione.
La conoscenza dei Game Engine utili per la costruzione degli ambienti virtuali diventa un fattore necessario per chi opera nel settore; viene in aiuto l’utilissimo valutazione comparativa per una teoria d’utilizzo nel campo del Digital Heritage a cui si rimandano per concludere, tutti gli addetti ai lavori.
Cecilia Bolognesi, Massimiliano Lo Turco
Indice Volume 10
INDICE
HBIM automatizzato tramite VPL per la scomposizione in parti fedeli e l’attribuzione di caratteristiche multidisciplinari
D. Amadio
HBIM: dal rilievo al digital twin. Il workflow del caso studio della tomba della Medusa al Policlinico Umberto I di Roma
S. Beco, M. L. Cascelli, V. Speziale, E. Varasi
Metodologie per lo sviluppo di modelli HBIM per la visualizzazione e la gestione di ambienti museali
D. Mezzino, A. Tomalini, J. Bono
Digital twin: il modello informativo BIM del Museo MAXXI di Roma
M. Benga, M. A. Russo
Una strategia 5D BIM per la gestione dei costi.
E. C. Bussi, M. Del Giudice, A. Osello
Il fascicolo del fabbricato digitale
A. Tata, M. L. Capannolo, S. Brusaporci, P. De Berardinis
Possibili scenari di metamodellazione: il BIM grey box.
C. Bianchini, M. Griffo, L. J. Senatore
Ambienti narrativi virtuali per il Patrimonio Culturale: il caso studio del Museo Marini di Firenze
G. Attademo
Una progettazione inclusiva di ambienti virtuali per migliorare il rapporto con lo spazio architettonico e problemi di acrofobia.
A. L. Pecora
Game engine: valutazione comparativa per una teoria d’utilizzo nel campo del Digital Heritage
G. Amoruso, G. Buratti
HBIM automatizzato tramite VPL per la scomposizione in parti fedeli e l’attribuzione di caratteristiche multidiciplinari
ABSTRACT
Si propone lo sviluppo di un nuovo processo HBIM che, attraverso processi informatici elaborati in VPL, consente di conservare le originali geometrie dei beni culturali, scomporli nelle loro singole parti ed al contempo di associare ad esse gli attributi acquisiti da archivi dati o da schede tecniche.
Daniele Amadio
Ricercatore indipendente
HBIM: dal rilievo al digital twin. Il workflow del caso studio della tomba della Medusa al Policlinico Umberto I di Roma
ABSTRACT
L’articolo presenta i risultati di uno studio condotto sulla “Tomba della Medusa” ubicata all’interno delle mura del Policlinico Umberto I di Roma, risalente al periodo adrianeo (II sec. d.C).
Gli obiettivi perseguiti analizzano in primo luogo l’utilizzo della metodologia HBIM per poi giungere all’elaborazione del progetto di restauro, ponendo particolare attenzione agli elementi materici e allo studio del degrado.
L’interoperabilità dell’intero processo progettuale permette di passare dal rilievo mediante acquisizione e gestione delle nuvole di punti all’informatizzazione del modello tridimensionale parametrico, o digital twin, attraverso l’utilizzo di BIM modeler, VPL (visual programming language) e modellatori free form.
Il risultato conseguito dall’intero workflow giunge così alla proposizione di interventi di progettazione museale basati sull’utilizzo della virtual reality.
Stefano Beco, Maria Letizia Cascelli, Vincenzo Speziale, Emanuele Varasi
Sapienza Università di Roma
Metodologie per lo sviluppo di modelli HBIM per la visualizzazione e la gestione di ambienti museali
ABSTRACT
Nel contesto della progressiva digitalizzazione del patrimonio costruito, il presente contributo illustra i metodi, le tecniche e gli strumenti adottati per lo sviluppo di un modello Heritage BIM (HBIM) del Palazzo del Collegio dei Nobili che, dal 1824, ospita il Museo Egizio di Torino.
Il progetto, avviato nel più ampio processo di transizione digitale della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino, illustra il lavoro di rilievo e restituzione grafica degli spazi interni ed esterni del Museo descrivendo – attraverso la complessità del caso studio – i workflow adottati per risolvere le diverse criticità affrontate per la rappresentazione e la modellazione 3D in ambiente BIM.
La metodologia e il flusso di lavoro adottato rappresentano una sperimentazione volta a fornire un valido contributo per la digitalizzazione di ambienti museali collocati all’interno di un edificio storico.
(1) Davide Mezzino, (2) Andrea Tomalini, (2) Jacopo Bono
(1) Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino
(2) Dipartimento di Architettura e Design (DAD), Politecnico di Torino
Digital twin: il modello informativo BIM del Museo MAXXI di Roma
ABSTRACT
Il presente contributo analizza il processo BIM applicato alla manutenzione di sistemi impiantistici e di componenti edilizi del Museo Maxxi di Roma. Nel caso specifico il modello BIM è stato realizzato con una prevalenza di informazioni legate alle fasi di esercizio, manutenzione e gestione del bene rispetto alle geometrie.
Massimiliano Benga, Maria Antonia Russo
Studio Arsarc









