Gestione dati BIM-based nel ciclo di vita del patrimonio edilizio esistente: metodi a confronto
ABSTRACT
Il presente contributo espone i risultati di una ricerca volta a dimostrare le potenzialità e gli attuali limiti di alcuni approcci BIM-based nel campo del Facility Management. La gestione e l’interpretazione di grandi quantità di dati, di differente natura ed ambito disciplinare, rappresenta oggi uno dei problemi più rilevanti nella definizione di nuovi e più efficienti processi di gestione informativa nel settore delle costruzioni.
Sono stati messi a confronto due diversi processi per l’acquisizione e la gestione dei parametri necessari alle fasi di asset management di edifici scolastici esistenti. Un primo metodo ha previsto la compilazione di abachi all’interno del software di BIM authoring attraverso un’opportuna mappatura dei parametri riferita allo schema di scambio informativo stabilito da COBie (Construction-Operations Building Information exchange); nel secondo metodo si è utilizzato un software specifico per il FM, dRofus, in grado di creare un collegamento diretto con il software di BIM authoring per la scrittura bilaterale dei parametri. Attraverso un’analisi comparativa vengono discussi i risultati relativi al caso studio della Scuola Primaria e dell’Infanzia G. Rodari a Firenze.
Andrea Bongini, Vincenzo Donato, Carlo Biagini
University of Florence, DIDA
City Information Modeling e rischio sismico: approcci integrati HBIM-GIS per la gestione degli scenari post-sisma
ABSTRACT
La presente ricerca mira allo sviluppo di un flusso di lavoro responsivo capace di generare modelli di città 3D. In particolare, in riferimento ai principi del City Information Modeling e grazie alle potenzialità dei VPL, si combinano metodologie GIS e H-BIM per la gestione post-terremoto nei centri urbani minori.
Federico Mario La Russa, Giulia Genovese
Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura, Università degli Studi di Catania
Modellazione geometrica e informativa di musei e collezioni: la mostra temporanea Archeologia Invisibile al Museo Egizio di Torino
ABSTRACT
Il contributo illustra le peculiarità del modello BIM dell’ex-carcere di San Francesco del Prato a Parma, caso studio analizzato nell’ambito del progetto POR-FESR 2014-2020 Existing Building Information Modelling per la gestione dell’intervento sul costruito esistente.
Elisabetta Caterina Giovannini, Massimiliano Lo Turco, Andrea Tomalini
Politecnico di Torino, Dipartimento di Architettura e Design
Il BIM per la gestione dell’intervento sull’architettura monumentale: il caso studio dell’ex carcere ottocentesco di Parma
ABSTRACT
Il contributo illustra le peculiarità del modello BIM dell’ex-carcere di San Francesco del Prato a Parma, caso studio analizzato nell’ambito del progetto POR-FESR 2014-2020 Existing Building Information Modelling per la gestione dell’intervento sul costruito esistente.
Chiara Vernizzi, Roberto Mazzi
Università di Parma, Dipartimento di Ingegneria e Architettura e CIDEA, Centro Interdipartimentale per l’Energia e l’Ambiente
Restituzioni image-based per l’incremento del livello di sviluppo in HBIM
ABSTRACT
A partire da un rilievo 3D da APR, attraverso un approccio Scan-to-BIM, si è giunti a una modellazione parametrica di tipo HBIM, con applicazione di texture fotogrammetrica. Lo scopo è quello di garantire l’accesso agli oggetti intelligenti, con proposito di disseminazione e conservazione del patrimonio culturale, per una visualizzazione in tempo reale.
Carla Ferreyra, Anna Sanseverino, Andrea di Filippo
Dipartimento di ingegneria civile, Università degli Studi di Salerno
BIM e IoT per l’Healthcare: modelli e servizi digitali per la cura e l’assistenza
ABSTRACT
Il contributo illustra lo sviluppo di un modello digitale di spazio assistito (AAL) per utenze fragili, per il controllo e la gestione dei flussi di informazione riferiti ad una gamma di dispositivi IoT e di una piattaforma ICT per l’erogazione di servizi di cura e di assistenza. La logica dei database relazionali è stata utilizzata quale espediente per il tracciamento di dati tra loro eterogenei, prevedendo la replicabilità e l’estensione del modello BIM a molteplici contesti d’uso.
Anna Mangiatordi
Sapienza Università di Roma, Dipartimento DIAP
Reviewer 2021
REVIEWER 2021
Pietro Baratono, Provveditore Interregionale per le OO.PP. Lombardia ed E.Romagna
Angelo Ciribini, Presidente ISTEA, Università di Brescia, Brescia, Italy
Bruno Daniotti, Project Manager InnovAnce, Politecnico di Milano, Milano, Italy
Alberto Pavan, Coordinatore norma UNI 11337, Responsabile Scientifico InnovAnce, Politecnico di Milano, Milano, Italy
Gregorio Cangialosi, BIM Manager and BIM Strategist, Studio CABE, Torino, Italy
Emmanuel di Giacomo, EMEA BIM & AEC Ecosystem Business, France
Graziano Lento, Anafyo Sagl, Ticino, Switzerland
Paolo Galli, Implementation Consultant BIM, Milano, Italy
Diego Minato, BIM Manager & Technical Consultant | BIM Strategist, Treviso, Italy
Orges Lesha, BIM Manager, SA Architects, Sdn Bhd, Kuala Lumpur, Malaysia
Chiara Rizzarda, Deputy BIM Manager at Antonio Citterio Patricia Viel, Milano, Italy
Yoseph Bausola Pagliero, VPL and BIM expert, Roma/ Torino, Italy
Armando Casella, Bimfactory, Brescia, Italy
Filippo Daniele, Setin Roma, Italy
Yusuf Arayici, Hasan Kalyoncu University, Gaziantep, Turkey
Maarten Bassier, University of Leuven, Leuven, Belgium
Stefano Bertocci, Università degli Studi di Firenze, Firenze, Italy
Carlo Bianchini, Sapienza Università di Roma, Roma, Italy
Maurizio Bocconcino, Politecnico di Torino, Torino, Italy
Frédéric Bosché, Heriot-Watt University, Edinburgh, United Kingdom
Stefano Brusaporci, Università degli Studi dell’Aquila, L’Aquila, Italy
Clark Cory, Purdue University, Indianapolis, USA
Livio De Luca, MAP/CNRS, Marseilles, France
Antonella Di Luggo, Università degli Studi di Napoli Federico II, Napoli, Italy
Stephen Fai, Carleton University, Ottawa, Canada
Pablo Lorenzo Eiroa, Cooper Union, New York, USA
Andrea Giordano, Università degli Studi di Padova, Padova, Italy
Antonio Gómez-Blanco Pontes, Universidad de Granada, Granada, Spain
Sorin Hermon, Cyprus Institute, Nicosia, Cyprus
Arto Kiviniemi, University of Liverpool , Liverpool, United Kingdom
Giovanna Massari, Università degli Studi di Trento, Trento, Italy
Maurice Murphy, Dublin Institute of Technology, Dublin, Ireland
Anna Osello, Politecnico di Torino, Torino, Italy
Livio Sacchi, Università degli Studi “G. d’Annunzio”, Chieti-Pescara, Italy
Andrew Sanders, Penn University, Philadelphia, USA
Alberto Sdegno, Università degli Studi di Trieste, Trieste, Italy
Jose Pedro Sousa, Universidade do Porto, Porto, Portugal
Massimo Stefani, Harpaceas
Anna Dell’Amico, Università degli Studi di Pavia, Pavia, Italy
Francesco Livio Rossini, Sapienza Università di Roma, Roma, Italy
Indice Volume 7
INDICE
Editoriale
Sandro Parrinello, Massimiliano Lo Turco
Dall’edificio ai media: visualizzare informazioni in OMA
Fabio Colonnese
Informazioni accessibili. La visualizzazione dati nell’epoca dei big data,
degli open data e degli open tools
Enrico Cicalò, Valeria Menchetelli
Dal tipo al diagramma: la rappresentazione del dato come strumento euristico
per il progetto di architettura
Michela Barosio, Rossella Gugliotta
Infografica e visualizzazione grafica: nuovi modi per la rappresentazione dei dati
Maurizio Marco Bocconcino, Mariapaola Vozzola
H-BIM: flussi informativi e processi di digitalizzazione del dato
Anna Dell’Amico
La rappresentazione della conoscenza utilizzando le mappe cognitive per
favorire la ricerca collaborativa
Elena Gigliarelli, Filippo Calcerano, Michele Calvano, Stefano Cursi, Leo Lorenzi, Letizia Martinelli, Maurizio Sibilla
Dagli OpenData ai modelli di città: un approccio Anti-Fragile per il City Information Modeling
Federico Mario La Russa, Cettina Santagati
Riflessioni sull’utilizzo dell’HBIM a partire da una sperimentazione sul campo
Carlo Battini, Rita Vecchiattini
La documentazione delle superfici affrescate in modelli HBIM
Simona Scandurra
Comunicazione grafica della Torre dei Grassi al ‘Portico d’Ottavia’ a Roma
Giulia Pettoello
La modellazione algoritmica dell’informazione (AIM) per mappare
il degrado: la Chiesa di San Giuliano
Elisabetta Caterina Giovannini, Andrea Tomalini
Editoriale Vol. 07
“Graphic excellence is nearly always multivariate”
(Edward Tufte, The Visual Display of Quantitative Information, 1983)
Il settimo numero della rivista raccoglie una selezione ragionata dei contributi pervenuti in risposta alla call intitolata “Le innumerevoli possibilità di rappresentazione del dato”.
Ne è derivata una collezione di ricerche ed esperienze molto variegata, seppur riconducibile a due interessanti macrotemi riferibili alle molteplici forme di elaborazione grafica: l’infografica dei modelli digitali e lo sviluppo di modelli informativi.
In alcuni saggi si descrivono in modo dettagliato le potenzialità espressive di nuovi strumenti di rappresentazione infografica utili per una rappresentazione sintetica, anche di tipo statistico, per governare nuovi processi di conoscenza. Una conoscenza sempre più specialistica e specializzata descritta in molti contributi che si interrogano sulla risoluzione di sfide sempre più complesse, nella organizzazione di attributi di tipo eterogeneo e di natura non soltanto quantitativa, ampliando nei fatti le frontiere della disciplina del Disegno, come testimoniato anche dal successo di un importante evento interdisciplinare sul tema delle “gràfiche” svoltosi ad Alghero nel luglio 2019, in relazione alle diverse declinazioni ed aggettivazioni di ciò che afferisce alla sfera della -grafìa, ovvero della descrizione, dello studio, della scrittura, del disegno. Una conoscenza aperta, interdisciplinare, come testimoniato dalle diverse anime che hanno contribuito alla realizzazione del nuovo numero della rivista.
A questo prima tematica, relativa ai metodi ed esempi di rappresentazione del dato, si riferiscono più puntualmente alcuni contributi: il saggio di Fabio Colonnese analizza criticamente il ruolo del disegno di architettura nelle comunicazioni dello studio OMA, denotando una graduale migrazione verso l’uso dei diagrammi e rappresentazione visive schematiche quantitative prodotte da un sistematico incrocio di dati statistici, piante semplificate e schemi volumetrici integrati da testi, simboli e patterns, allo scopo di illustrare e spiegare il processo e la forma del progetto e le soluzioni funzionali. Sempre in merito di rappresentazione del progetto di architettura, il contributo di Michela Barosio e Rossella Gugliotta è teso a indagare il rapporto tra tipo e diagramma, spesso considerati quali mere semplificazioni della realtà analizzando le modalità con cui il diagramma si pone sempre con maggior forza quale strumento di concezione e di esplicitazione del processo progettuale. Le riflessioni del gruppo di lavoro di Elena Gigliarelli appaiono di natura interdisciplinare, ove si evidenza la necessità di una sinergia tra ambiti di conoscenza diversi sottesa all’uso di un linguaggio di condivisione della conoscenza, mediante l’uso di mappe cognitive e codici grafici per la sintesi dei concetti. I contributi di Enrico Cicalò e Valeria Menchetelli e di Maurizio Marco Bocconcino e Mariapaola Vozzola presentano un approccio più teorico. Il primo analizza criticamente le potenzialità della Data Visualization nell’epoca dei Big Data, evidenziando come la grande disponibilità di open data e open tools rafforzi la necessità di un approccio scientifico designer-based; il secondo riflette sulla classificazione dei metodi di trattamento dei dati che aiutano a selezionare le modalità più efficaci di rappresentazione verificando le applicazioni, anche di carattere scientifico, che consentono di ottenere diverse tipologie di visualizzazione. Tale analisi è condotta commentando criticamente esempi di rappresentazione grafica che danno “informazione” a partire da ciò che è “dato”.
I contributi che trattano più specificatamente lo sviluppo di modelli informativi si concentrano sul tema della Data visualization quale strumento di rappresentazione di sistemi complessi di dati, a cui si associano attività di Data Collection, illustrati attraverso approcci originali e innovativi.
Nel contributo di Giulia Pettoello si indagano le diverse modalità attraverso le quali poter documentare e comunicare un bene architettonico. Anna Dell’Amico propone l’utilizzo di protocolli standard per la gestione di modelli condivisi, attraverso l’uso di un linguaggio comune che renda agevole lo scambio delle informazioni. Seppur riferito alla scala urbana, la ricerca di Cettina Santagati e Federico Mario La Russa indaga su modelli responsivi che incrementino la quantità e la qualità dei dati riferibili a modelli di City Information Modeling.
Gli altri saggi forniscono lo spunto per riflettere sul ruolo dell’Heritage BIM cercando di comprendere, analizzandole, le difficoltà, i limiti e le potenzialità che il sistema può offrire nell’ambito della conservazione e della documentazione. In particolare, Carlo Battini e Rita Vecchiatini riflettono criticamente sulla possibilità di collezionare informazioni eterogenee come rilievi e modelli tridimensionali, fonti documentarie, cartografiche e iconografiche, informazioni testuali, di natura sia puntuale sia areale, aggregabili in un unico database, per la programmazione di interventi di conservazione e il relativo calcolo dei costi, senza trascurare la possibilità di estrazione di dati utili alla manutenzione ordinaria e in generale alla gestione dell’edificio. Il saggio di Simona Scandurra intende esaminare un possibile approccio alla documentazione del patrimonio architettonico nell’ambito dell’HBIM, con particolare riferimento alla memorizzazione e alla gestione dei dati relativi alle decorazioni parietali caratterizzanti le superfici murarie di alcuni manufatti storici. Infine, il contributo di Elisabetta Caterina Giovannini e Andrea Tomalini riflette sul connubio tra la modellazione tridimensionale e la modellazione delle informazioni, attraverso flussi di lavoro che includono approcci di programmazione con sistemi nodali e algoritmi di machine learning per la generazione di nuove componenti: partendo dai dati di acquisizione di un rilievo e il successivo data processing, si propongono soluzioni innovative per la classificazione e la creazione semiautomatica di elementi di degrado.
Dunque contributi eterogenei nelle loro esperienze applicative, seppure riconducibili ad analoghe finalità, tese a individuare modelli di rappresentazione delle informazioni utili per operare letture comparate.
La rappresentazione, mediante lo sviluppo di modelli digitali e strutture di gestione dei dati, intende favorire interpretazioni più intuitive al fine di ampliare esponenzialmente le possibilità di porre in relazione insiemi di dati complessi. Ad una possibilità di associare dati eterogenei e sviluppare confronti ne conseguirà un arricchimento culturale non solo in termini di capacità tecniche e operative. La rappresentazione esprime il valore umano dell’interpretazione del segno, pertanto qualificare modelli e sistemi informativi attraverso segni e simboli implica umanizzare un sistema informativo a vantaggio di una più naturale e sensibile relazione con una nuova complessità digitale.
Sandro Parrinello, Massimiliano Lo Turco
Dall’edificio ai media: visualizzare informazioni in OMA
ABSTRACT
Il ruolo del disegno di architettura nella comunicazione di OMA è stato gradualmente riorientato e oscurato dal diagramma, rappresentazione visive schematica quantitativa prodotta da un sistematico incrocio di dati statistici, piante semplificate e schemi volumetrici con con testi, simboli e patterns, allo scopo di illustrare e spiegare il programma, il processo e la forma del progetto e le soluzioni funzionali.
Fabio Colonnese
Sapienza Università di Roma









