Infografica e visualizzazione grafica: nuovi modi per la rappresentazione dei dati
ABSTRACT
Visualizzazione, infografica, grafica informativa, eccetera. Ciascun libro o riferimento sulla comunicazione visiva usa questi termini con accezioni diverse. Il termine visualizzazione o rappresentazione sembra essere il termine ombrello: qualsiasi tipo di elaborato visivo dell’informazione destinato a consentire comunicazione, analisi, scoperta, esplorazione, scopi artistici. Esistono sempre più applicazioni di carattere scientifico che sono particolari tipi di visualizzazioni, personalizzabili in funzione dei bisogni di ciascun osservatore. Alcune sono concepite per trasmettere narrazioni sulla base di diversi insiemi di informazioni (infografiche), altre sono concepite per consentire principalmente l’esplorazione (visualizzazioni di dati per quadri di approfondimento successivi). Molti autori hanno classificato metodi di trattamento dei dati che aiutano a scegliere anche i modi migliori per rappresentarli e non mancano infine, e continuano ad aumentare per numerosità, progetti on line specificamente dedicati all’elaborazione dei dati per generare informazione: tableau.com, datawrapper.de, flourish.studio, rawgraphs.io, plotdb.com, per citarne alcuni. Come creare, condividere e consultare dati è il tema del contributo proposto, indagato attraverso esempi di rappresentazione grafica che danno “informazione” a partire da ciò che è “dato”.
Maurizio Marco Bocconcino, Mariapaola Vozzola,
Politecnico di Torino, DISEG - Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica
H-BIM: flussi informativi e processi di digitalizzazione del dato
ABSTRACT
Il contributo presenta alcune esperienze di ricerca metodologica condotte dal gruppo di ricerca del laboratorio DAda-LAB, dell’Università di Pavia, sulla possibilità di utilizzo di protocolli standard come l’IFC e di modelli condivisi, attraverso l’uso di un linguaggio comune per l’agevolazione dello scambio di informazioni.
Anna Dell’Amico
DICAr-Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura, Università degli studi di Pavia
La rappresentazione della conoscenza utilizzando le mappe cognitive per favorire la ricerca collaborativa
ABSTRACT
La ricerca sempre più si avvale di contributi multidisciplinari per raggiungere obiettivi validi e condivisi. La sinergia tra ambiti di conoscenza diversi è tanto maggiore quanto più chiaro è il linguaggio di condivisione. Le mappe cognitive, strumento appartenente alla sfera delle scienze cognitive, propongono un linguaggio per la condivisione della conoscenza avvalendosi di codici grafici per la sintesi dei concetti. Quest’articolo propone una revisione della “grammatica” generalmente utilizzata per la modellazione delle mappe cognitive, puntando verso una rappresentazione della conoscenza capace di rendere maggiormente accessibile le informazioni prodotte. Il prototipo di mappa è stato poi applicato per la condivisione dei contenuti nell’ambito del progetto PRIN TECH-START, nel quale si è svolto un seminario che ha coinvolto esperti di conservazione, rappresentazione dell’architettura, rappresentazione della conoscenza, fisica tecnica, computer science, IoT, valutazione ed estimo, tecnologia dell’architettura. I diversi settori disciplinari sono stati chiamati ad esprimersi sulle barriere all’impiego di nuove tecnologie abilitanti e di smart environment come supporto all’evoluzione dei processi per la gestione, conservazione, documentazione, controllo predittivo, diagnostica non distruttiva e miglioramento energetico degli edifici storici. L’impiego congiunto di questi strumenti produce infatti dati eterogenei complessi che richiedono un approccio interdisciplinare, nel quale sono coinvolti attori anche molto diversi fra loro con la comune necessità di condividere il proprio sapere.
1) Elena Gigliarelli, Filippo Calcerano, Michele Calvano, Stefano Cursi, Leo Lorenzi, Letizia Martinelli,
2) Maurizio Sibilla
1) Institute of Heritage Science, National Research Council of Italy, 2) School of the built environment, Oxford Brookes University
Dagli OpenData ai modelli di città: un approccio Anti-Fragile per il City Information Modeling
ABSTRACT
La ricerca indaga l’applicazione del concetto di Antifragilità nel City Information Modeling (CIM). In accordo col concetto di Digital Twin, si propone un modello CIM che aumenti la quantità e la qualità dei dati utilizzando i contributi dei mappers volontari prima e durante scenari di crisi.
Federico Mario La Russa & Cettina Santagati
Università degli Studi di Catania - DICAR
Riflessioni sull’utilizzo dell’HBIM a partire da una sperimentazione sul campo
ABSTRACT
Negli ultimi anni, molti lavori di ricerca hanno dimostrato le potenzialità dell’applicazione di sistemi BIM anche nel campo della conservazione degli edifici storici, promuovendo la nascita di una nuova metodologia: l’Historical o Heritage Building Information Modeling. L’HBIM, partendo dal rilievo come base della conoscenza dell’edificio, ha il vantaggio di permettere l’archiviazione di numerose informazioni in un unico modello, l’integrazione di rilievi tridimensionali molto accurati, la programmazione di interventi di conservazione e il calcolo dei relativi costi, l’estrapolazione di dati utili alla manutenzione ordinaria e in generale alla gestione dell’edificio.
Informazioni eterogenee come rilievi e modelli tridimensionali, fonti documentarie, cartografiche e iconografiche, informazioni testuali, di natura sia puntuale sia areale, possono confluire in un unico database, favorendone la condivisione e la gestione a più livelli da parte di molteplici operatori.
La sperimentazione proposta fornisce lo spunto per riflettere sul ruolo dell’HBIM e per cercare di comprendere, analizzandole, le difficoltà, i limiti e le potenzialità che il sistema può offrire nell’ambito della conservazione. Partendo dal caso del BIM realizzato per la pregiata facciata della Abbazia di San Matteo a Genova, verranno analizzati alcuni aspetti fondamentali nella gestione del patrimonio edilizio storico, anche alla luce della letteratura scientifica riferita all’utilizzo dell’HBIM.
1) Carlo Battini, 2) Rita Vecchiattini
1) DICCA - Department of Civil, Chemical and Environmental Engineering, Università degli Studi di Genova
2) dAD - Department of Architecture and Design, Università degli Studi di Genova
La documentazione delle superfici affrescate in modelli HBIM
ABSTRACT
Il presente contributo intende esaminare un possibile approccio alla documentazione e trasmissione – in sistemi di tipo HBIM, dei dati grafici e testuali relativi alle decorazioni parietali che spesso caratterizzano le superfici murarie dei manufatti storici. Lo studio è stato condotto sull’antico monastero Benedettino dei Santi Severino e Sossio in Napoli.
Simona Scandurra
Politecnico di Milano
Comunicazione grafica della Torre dei Grassi al ‘Portico d’Ottavia’ a Roma
ABSTRACT
Il presente articolo indaga le diverse modalità attraverso le quali poter documentare e comunicare un bene architettonico di grande valore storico e culturale quale la Torre dei Grassi a Roma.
Giulia Pettoello
DSRDA Department of History, Drawing and Restoration of Architecture. Sapienza University of Rome.
La modellazione algoritmica dell’informazione (AIM) per mappare il degrado: la Chiesa di San Giuliano
ABSTRACT
Nell’ultimo decennio, la disciplina della rappresentazione dell’architettura ha indagato le possibilità offerte dalle metodologie del Building Information Modelling (BIM) applicate al patrimonio storico (H-BIM). Negli ultimi anni l’uso emergente dei software basati su Visual Programming Language (VPL) stanno colmando il divario tra modellazione tridimensionale e modellazione delle informazioni grazie all’utilizzo di algoritmi che possono essere personalizzati e resi pubblici anche grazie a formati di dati interoperabili.
Lo studio presenta un workflow sviluppato in ambiente VPL per creare una mappa semiautomatica dei degradi. Gli algoritmi di machine learning proposti permettono di generare nuove componenti partendo dai dati di acquisizione di un rilievo e il successivo data processing. La soluzione proposta offre un sistema innovativo per la classificazione e la creazione semiautomatica di elementi di degrado che prevede l’associazione tra geometrie desunte da mesh 3D e l’apparato informativo a esse riferibili.
Elisabetta Caterina Giovannini, Andrea Tomalini
Department of Architecture and Design - DAD, Politecnico di Torino
Reviewer 2020
REVIEWER 2020
Massimo Babudri, Ordine degli Ingegneri di Roma (Italy)
Carlo Bianchini, Sapienza Università di Roma (Italy)
Fabio Bianconi, Università di Perugia (Italy)
Cecilia Maria Bolognesi, Politecnico di Milano (Italy)
Stefano Brusaporci, Università dell’Aquila (Italy)
Adriana Caldarone, Sapienza Università di Roma (Italy)
Michele Calvano, CNR – ISPC (Italy)
Marco Capobianchi, Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e Provincia (Italy)
Maria Grazia Cianci, Università Roma Tre (Italy)
Roberto de Rubertis, XY Digitale (Italy)
Tommaso Empler, Sapienza Università di Roma (Italy)
Marco Filippucci, Università di Perugia (Italy)
Donatella Fiorani, Sapienza Università di Roma (Italy)
Elena Gigliarelli, CNR – ISPC (Italy)
Elena Ippoliti, Sapienza Università di Roma (Italy)
Massimiliano Lo Turco, Politecnico di Torino (Italy)
Giovanna Massari, Università di Trento (Italy)
Anna Osello, Politecnico di Torino (Italy)
Ivan Paduano, Sapienza Università di Roma (Italy)
Leonardo Paris, Sapienza Università di Roma (Italy)
Sandro Parrinello, Università di Pavia (Italy)
Fabio Quici, Sapienza Università di Roma (Italy)
Alberto Raimondi, Università Roma Tre (Italy)
Manuel Ròdenas, UPCT Universidad Politécnica de Cartagena (Spain)
Maria Laura Rossi, Sapienza Università di Roma (Italy)
Michela Rossi, Politecnico di Milano (Italy)
Francesco Ruperto, Sapienza Università di Roma (Italy)
Livio Sacchi, Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti – Pescara (Italy)
Mario Sacco, BIM Expert (Italy)
Cettina Santagati, Università di Catania (Italy)
Alberto Sdegno, Università degli studi di Udine (Italy)
Graziano Mario Valenti, Sapienza Università di Roma (Italy)
Valeria Zacchei, PhD BIM Expert (Italy)
Editoriale Vol. 06
Il n. 6 della rivista è un numero speciale, per tutti coloro che si sono adoperati per la sua organizzazione, gestione e diffusione.
Infatti, il 7 aprile 2020, l’ANVUR comunica che Dn. Building Information Modeling, Data & Semantics è riconosciuta come rivista scientifica:
Esito valutazione istanza per la rivista DN
Egregio direttore/editore,
così come previsto dall’art. 4 dell’allegato D del DM 120/2016 (Decreto Criteri e parametri per l’abilitazione scientifica nazionale) l’ANVUR ha concluso la fase istruttoria relativa alla valutazione della Sua istanza ai fini della classificazione della rivista.
A tal fine l’ANVUR si è avvalsa del parere di esperti qualificati nei rispettivi settori scientifici per l’esame delle istanze di revisione della classificazione presentate attraverso l’apposita interfaccia CINECA entro il 23 giugno 2019 secondo le modalità e i criteri di cui al Regolamento ANVUR per la Classificazione delle riviste nelle Aree non bibliometriche, approvato con Delibera del Consiglio Direttivo n. 42 del 20/2/2019.
Si comunica pertanto che, sulla base della valutazione istruttoria svolta, l’istanza da lei presentata è accolta con le seguenti motivazioni:
Area: 08
scientificità riconosciuta
Le ultime due righe, in particolare, sono quelle che fanno comprendere come il gruppo che ha fortemente voluto la nascita della rivista (composto da: Cecilia Maria Bolognesi, Tommaso Empler, Laura Inzerillo, Massimiliano Lo Turco, Sandro Parrinello, Francesco Ruperto, Cettina Santagati, Graziano Mario Valenti) e creduto nelle sue potenzialità, abbia visto nella giusta direzione e sia stato in grado di stimolare la comunità scientifica a proporre contributi d’interesse e riconosciuta qualità. Ma come sempre avviene il successo non è mai del singolo, ma di tutta la squadra, dall’editore che ha creduto nell’iniziativa (Dei – Tipografia del Genio Civile, nelle persone di Giuseppe Rufo e Clorinda Protti), a coloro che si occupano della redazione, del visual e dell’editing (in particolare Alexandra Fusinetti).
Sempre le ultime due righe sono, però, anche il monito a proseguire, a migliorarsi, lo sprone a rimanere concentrati sul focus che la rivista si è posto fin dal suo inizio:
Il Building Information Modeling (BIM), con le norme UNI 2017 e le raccomandazioni operative del BIM Handbook, è stato riconosciuto come lo strumento informativo centrale del processo della digitalizzazione del campo delle costruzioni.
La rivista Dn si propone come prima esperienza editoriale a livello nazionale per peculiarità dei temi trattati e taglio di approfondimento, offrendo una variegata selezione, approcci, tecnologie e strumenti ben definiti per “ben costruire e far vivere”.
I contributi, eterogenei per contenuti e per esemplificazioni spaziano dagli approcci di forte connotazione in ambito di H-BIM ad alcuni esempi virtuosi di buone pratiche per la realizzazione di importanti interventi edilizi, fino a giungere alla descrizione di proposte operative e relative applicazioni in ambito gestionale e manutentivo.
Il n. 6 della rivista apre, dunque, una nuova stagione, quella in cui bisogna essere meritevoli del riconoscimento scientifico appena ricevuto e ciò avvenendo in periodo post Covid-19, la cui legacy sembra essere finalmente uno sdoganamento dei temi legati al digital oltre a che al green e alla ricerca.
Per tale motivo gli articoli selezionati sono volutamente eterogenei, per mostrare la potenzialità della rivista di spaziare tra argomenti tra loro apparentemente distanti, ma dove i contenuti insiti delle parole “Building Information Modeling, Data & Semantics” sono ben presenti e riconoscibili entro una trasformazione digitale delle prassi delle discipline che orbitano intorno all’ambiente costruito.
Così i paradigmi variano, come mutano i pressochè infiniti i così detti “Usi del BIM”, spaziando tra Modeling e Management, tra l’apporto ed interesse della disciplina del disegno al tema del BIM e HBIM (Francesca Fatta), alla definizione di nuove regole del settore AECO sia per l’insegnamento sia per la valutazione, considerando l’importanza di nuovi parametri di gestione e focalizzando l’attenzione sul “valore digitale” del settore educativo (Fonsati, Del Giudice, Zanor).
Da come viene affrontata la digitalizzazione nei processi di progettazione e realizzazione di involucri architettonici su misura, costruiti a livello internazionale, in mercati anche molto diversi tra loro, con il punto di vista di un BIM Manager (Christian Florian), all’utilizzo di software parametrici per la progettazione esecutiva delle facciate complesse per strutturare la realtà di progetto e sviluppare strumenti di comunicazione per le fasi di produzione e costruzione, secondo un’adeguata rappresentazione della complessità dei contenuti (Vescovi), fino all’importanza del rapporto tra forma complessa ed efficienza realizzativa alla luce del notevole sviluppo delle tecniche di fabbricazione digitale, dove la modellazione algoritmica assume un ruolo centrale poiché riesce soddisfare tanto le necessità estetiche quanto quelle produttive (Calvano, Mancini).
Dalle procedure di verifica e validazione di progetti BIM oriented di notevole complessità, attraverso la descrizione di strategie operative che consentono di controllare e preservare la qualità degli attributi grafo-alfanumerici riutilizzabili anche durante il ciclo di vita del manufatto (Lo Turco, Tomalini), al protocollo di.FM (Digital for Facility Management) come approccio per la gestione delle manutenzioni, mediante la realizzazione di un digital twin interconnesso all’edificio esistente (Di Ciaccio, Rossini, Maroder).
La modellazione tridimensionale, finalizzata alla rappresentazione di contesti urbani, strettamente legata al tema della comunicazione delle informazioni inerenti alle caratteristiche costruttive, tipologiche e tecnologiche della città storica (Parrinello, De Marco, Galasso).
Infine, l’uso della realtà virtuale per l’autismo mostrano un potenziale di inclusione e comunicazione con l’obiettivo di ottenere uno strumento comunicativo utile a tutti (Pecora).
Anche il n.6 della rivista, dunque, conferma la vocazione di Dn di proporsi quale osservatorio privilegiato di una transizione al digitale i cui contorni ed ambiti di riferimento sono tutti da esplorare ed in cui tradizionali settori disciplinari diversi, dall’architettura, all’ingegneria, dall’informatica al project management, tendono a mescolarsi in una comune ricerca di estrazione del “Valore” (economico, culturale, ambientale ecc.) dai “Dati”.
Tommaso Empler, Francesco Ruperto










