Nuova sede centrale UMC a Riyadh in Arabia Saudita

ABSTRACT


Il progetto della nuova sede centrale UMC introduce un processo innovativo all’interno della società, in quanto coniuga la rispondenza alle linee guida FCA Fiat-Chrysler (edifici “come vetrine” con grandi ed alti spazi vetrati, in cui è necessario il sovradimensionamento degli impianti HVAC) con la razionalizzazione dei costi di costruzione e di gestione richiesti dal committente, affrontando l’aspetto della sostenibilità energetica in un ambiente climaticamente sfidante attraverso un approccio LEED.


di Massimiliano Benga, Maria Antonia Russo - Studio Arsarc


Apple Developer Academy tra Progettazione Algoritmica e Construction Management – Main Classroom, concezione e realizzazione

ABSTRACT


Questo contributo descrive l’esperienza dell’autore nella progettazione degli spazi collaborativi della Apple iOS Developer Academy (Napoli). L’intento è esplorare le nuove frontiere del BIM mediante l’impiego di strumenti algoritmici per il controllo degli aspetti formali e informativi del progetto.


di Luciano Ambrosini - DiARC Università degli Studi di Napoli “Federico II” – Dipartimento di Architettura


Un approccio basato sul BIM per la gestione e manutenzione del patrimonio edilizio

ABSTRACT


Il Building Information Modelling (BIM) rappresenta un approccio collaborativo al processo edilizio. L’obiettivo è testare il BIM per il Facility Management (FM) definendo i Levels of Development (LODs), la collaborazione e la visualizzazione dei dati per l’ottimizzazione del processo.


di F. Semeraro, A. Osello, N. Rapetti - Politecnico di Torino


Tra CAAD e BIM

ABSTRACT


Il saggio affronta alcune problematiche relative al CAAD (Computer Aided Architectural Design) e al BIM (Building Information Modeling) segnalando le specificità anche alla luce di una riflessione storica sui principali riferimenti teorici. Sono analizzati alcuni significativi contributi, tra cui quelli di Nicholas Negroponte e di William J. Mitchell per quanto riguarda il CAAD e di Charles M. Eastman per il BIM.


di A. Sdegno - Università di Udine


Stabilire una strategia vincente in un processo BIM

ABSTRACT


Coordinamento BIM della Stazione Centrale di Doha per conto di One Works (Milano, Doha) come leader di progetto. Le società coinvolte nel processo sono state Parallel Digital /Roma) per il BIM management, HSS (Chennai) per la modellazione, Inhabit Group (Hong Kong) per il lightin design. Tutto supportato dalle pregresse esperienze di Parallel Digital con la strategia di implementazione del BIM. L’obiettivo per sviluppare la strategia BIM è stato quello di definire delle procedure di audit per il gruppo di modellazione ed assicurare il flusso di lavoro tra Chennai, Hong Kong, Doha, Milano e Roma. Nella prima fase, di circa 2 mesi, ci si è concentrati sul un lavoro già svolta da una precedente società in formato RVT. Basandosi sui modelli esistenti delle altre stazioni, è stata stabilita una strategia di partenza seguita poi da un sistema avanzato di controllo dei modelli per fornire al cliente la qualità richiesta. Nella seconda fase, circa 3 mesi, è stata gestita l’estrazione dei dati dai modelli e l’interoperabilità tra le diverse discipline. Al fine di ottenere il materiale necessario per eseguire il progetto in modo efficiente e integrato, è stato necessario aggiornare la strategia. Il risultato è stato quello di ottenere in 5 mesi il modello BIM, i BOQ, il rilevamento di Clash e le produzioni di disegno in un LOD 300.


di M. Sarrocco, A. Reina Rojas - Parallel Digital s.r.l.


La Casa Albero di Perugini - il BIM ante litteram

ABSTRACT


Negli anni ’60 e ’70 dello scorso secolo ebbe una discreta diffusione un modo di fare architettura basato sulla aggregazione di moduli e sulla loro reiterazione, sull’uso espressivo delle strutture portanti e sull’impiego del cemento armato a facciavista. Questo movimento architettonico fu in seguito chiamato “Brutalismo”. La Casa Albero di Perugini del 1970 a Fregene (Roma), che è oggetto di questo scritto, è fortemente influenzata delle architetture “Brutaliste”.
La Modellazione BIM si basa sull’impiego di elementi, le Famiglie, e sulla loro aggregazione. Gli elementi sono parametrici e possono variare in dimensione. La modellazione si compie tramite l’accostamento degli elementi. La Casa Albero di Perugini è fatta esattamente secondo questa logica.
Nel 1970 il BIM non esisteva, i computer si, ma non ancora negli studi degli architetti. Perugini non aveva il BIM ma se lo avesse avuto secondo noi lo avrebbe certamente utilizzato. La modalità compositiva della Casa Albero di Perugini è basata sull’impiego di elementi prefabbricati a piè d’opera, collegati tra loro. E’ un progetto additivo, scelto per fare una sperimentazione di un uso del BIM a posteriori.
Il rilievo e scomposizione della villa nei suoi elementi costitutivi e la successiva modellazione BIM della Casa Albero ci ha consentito di ipotizzarne la logica compositiva. La totalità degli elementi utilizzati nel progetto proviene da solo 11 famiglie di componenti parametriche, che con le loro varianti dimensionali e con un diverso orientamento compongono le complesse facciate della villa di Fregene.
Il modello BIM ottenuto è stato inoltre testato come database 3D per l’analisi dello stato del degrado della villa.


di A. Raimondi, F. Ripoli - Università di Roma Tre - Dipartimento di Architettura


Realizzazione del Nuovo Ospedale della Sibaritide: strategie di collaborazione per le concessioni in ambiente BIM

ABSTRACT


L’iter di autorizzazioni delle concessioni per il nuovo ospedale della Sibaritide si basa su un progetto di collaborazione multidisciplinare particolarmente allargato.
La scelta del modello BIM (Building Information Modelling) ha permesso di garantire trasparenza, accessibilità, corresponsabilità e rapidità, per la possibilità di verifica in streaming dei vari processi, pressochè in tempo reale.


di C. Greco - VALLE3.0 Bim Coordinator


Verso una pratica del BIM: tre casi studio

ABSTRACT


La costante innovazione e la crescente pervasività dei nuovi strumenti informatici a disposizione dei progettisti stanno portando alla reale integrazione tra i metodi di modellazione geometrica e quelli di gestione delle informazioni non grafiche, con conseguenze che coinvolgono profondamente tutti i settori del mondo delle costruzioni.


di A. Cristofolini, G. A. Massari - Università degli studi di Trento


Modellazione H-BIM e ricostruzione delle trasformazioni del costruito storico

ABSTRACT


Oggetto del presente contributo è una ricerca svolta su uno dei palazzi più antichi della città di Napoli, Palazzo Penne, un edificio residenziale di epoca quattrocentesca che ha subito nel tempo numerose trasformazioni che ne hanno radicalmente alterato l’assetto originario. In particolare, è stata svolta un’accurata indagine a carattere multidisciplinare ed è stato costruito un modello BIM 3D, mettendo a fuoco le criticità procedurali ed i vantaggi dei sistemi HBIM a partire da rilievi effettuati con tecnologie range based.


di S. Scandurra, M. Pulcrano, C. Tarantino, A. di Luggo -
Dipartimento di Architettura, Università di Napoli Federico II


Heritage BIM: riflessioni metodologiche ed interoperabilità con le simulazioni numeriche

ABSTRACT


Efficienza energetica, sostenibilità degli interventi ed efficienza nella gestione del processo conservativo sono tre aspetti sempre più importanti nel campo del restauro e della rigenerazione dei tessuti urbani storici. Numerosi studi identificano l’Heritage-BIM come lo strumento più adatto per l’integrazione e la gestione della conoscenza prodotta nel corso del processo conservativo, con sperimentazioni in corso che, dal campo della rappresentazione e del rilievo geometrico, sono andate in una direzione sempre più multidisciplinare.

Le simulazioni numeriche sono uno strumenti potenti per il miglioramento dell’efficienza energetica del patrimonio costruito. Permettono infatti la comprensione di fenomeni complessi e l’analisi delle conseguenze energetiche ed ambientali di interventi di conservazione con particolare attenzione alle problematiche legate al degrado e permettono applicazioni innovative nel campo delle analisi non distruttive e nella ricostruzione del funzionamento passivo originario delle strutture storiche.

Un modello HBIM contiene già gran parte delle informazioni richieste per le indagini numeriche delle strutture storiche e l’interoperabilità tra diverse piattaforme informatiche (o tra sistemi informativi non omogenei) è in grado di ottimizzare i tempi e di ridurre l’insorgere di errori nei passaggi manuali.

Attualmente il processo di integrazione fra i due ambienti software è ancora in una fase embrionale, con passaggi complessi che richiedono un approccio multidisciplinare e il coinvolgimento di numerosi esperti di diversi settori. L’articolo descrive la metodologia di integrazione fra analisi multidisciplinari, modellazione HBIM ed indagini simulative adottata nell’ambito di un progetto di ricerca industriale, in cui è stato possibile testare sul campo limiti e potenzialità degli approcci attualmente disponibili, utilizzando il design computazionale per coprire il gap fra ambiente BIM e ambiente simulativo.


di Elena Gigliarelli – Institute for Technologies Applied to Cultural Heritage (ITABC) – National Research Council of Italy (CNR)
Filippo Calcerano – ITABC - CNR
Michele Calvano – Sapienza University of Rome
Francesco Ruperto - Sapienza University of Rome
Mario Sacco – Studio Arcrea
Luciano Cessari – ITABC - CNR