H-BIM e GIS per l’analisi e la ricostruzione filologica del castello di Almonecir in Spagna

ABSTRACT


L’articolo esamina le potenzialità delle procedure Scan-to-BIM, implementate tramite metodologie di rilievo speditive, per la costruzione di un modello digitale rappresentativo dell’architettura storica.  

Attraverso la sperimentazione effettuata su un caso studio, il Castello di Almonecir nella Comunità Valenciana, la ricerca mira a produrre un sistema informativo integrato e parametrico che consenta di relazionare la fortezza con il suo contesto culturale e storico. Grazie a questo, sarà possibile avviare un processo conoscitivo del monumento facilitandone la comprensione e la gestione, con potenziali applicazioni turistiche all’interno del territorio Valenciano.


Alberto Pettineo, Sandro Parrinello
DIDA, Dept. of Architecture, University of Florence, Italy

Anna Dell’Amico, Francesca Picchio
DICAr, Dept. of Civil Engineering and Architecture, University of Pavia, Italy.


Generazione di modelli H-BIM tramite intelligenza artificiale

ABSTRACT


I dati del nostro patrimonio culturale ottenuti mediante rilievi tridimensionali rappresentano strutture geometriche complesse non strutturate. L’introduzione di metodi automatici di segmentazione semantica e gerarchia tra le parti, permetterebbero la comprensione e l’utilizzo di questi dati nelle operazioni di salvaguardia del bene. In questo contesto, il contributo presenta un workflow semi automatico per la ricostruzione tridimensionale di modelli H-BIM, sfruttando un approccio di classificazione gerarchico (MLMR) per l’ottimizzazione dei risultati.


Lorenzo Ceccarelli
Università di Pisa


La gestione del rilievo del danno: modelli IFC per il patrimonio storico

ABSTRACT


L’articolo elabora un approccio OpenHBIM per la digitalizzazione del quadro di danno degli edifici esistenti, basato sulle Industry Foundation Classes. Viene sviluppato un database che integra i dati raccolti, implementati secondo classi e proprietà standardizzate, e la definizione di relazioni tra le entità, promuovendo la gestione condivisa delle informazioni. L’interoperabilità dello strumento facilita infine l’avvio di successive fasi analitiche, quali la modellazione strutturale dello stato di fatto.


Tatiana Zanni, Carlo Zanchetta, Maria Rosa Valluzzi
Università degli Studi di Padova


BHoM e Ingegneria Strutturale – Un Approccio Specialistico per Progetti Multidisciplinari

ABSTRACT


La sfida dell’interoperabilità e il bisogno di metodologie algoritmiche in ingegneria strutturale, richiedono flussi di lavoro computazionale innovativi, ora resi possibili utilizzando il BHoM.

Il BHoM è un potente sistema open-source di sviluppo computazionale sostenuto da Buro Happold.

Esso permette di migliorare la collaborazione sui progetti, aumentare la standardizzazione e sviluppare flussi di lavoro computazionale avanzati sbloccando l’interoperabilità tra molteplici software progettuali. Le principali caratteristiche di questo strumento sono presentate insieme a una selezione di casi studio che mostrano l’approccio specializzato utilizzato per sviluppare flussi di lavoro algoritmici avanzati su un progetto di riqualificazione su larga scala in Arabia Saudita.


Giorgio Carlo Roberto Albieri, Simone Avellini
Institution of Civil Engineers


HBIM per connotare le informazioni. Ecosistemi Digitali per la conservazione del patrimonio architettonico della Basilica di Santa Maria degli Angeli

ABSTRACT


La ricerca esplora l’integrazione del BIM in un ecosistema digitale per la gestione ottimizzata del patrimonio culturale. I dati del modello BIM sono centralizzati in un sistema di Property e Asset Management, che raccoglie e gestisce anche i dati di monitoraggio strutturale, garantendo un controllo efficace delle risorse. Parallelamente, un sistema avanzato di Document Management organizza e conserva tutta la documentazione storica e architettonica, assicurando una visione completa e aggiornata del patrimonio gestito.


Fabio Bianconi¹, Marco Filippucci¹, Claudia Cerbai¹, Filippo Cornacchini¹, Stefano Bertocci²

¹Università degli Studi di Perugia – Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale
²Università degli Studi di Firenze – Dipartimento di Architettura


Transizione Digitale e Patrimonio Edilizio Universitario. Innovazioni e Sfide nella didattica dei corsi di Ingegneria

ABSTRACT


Lo studio fornisce un contributo al dibattito sulla transizione digitale nelle pubbliche amministrazioni, focalizzandosi specificamente sul patrimonio edilizio universitario. La ricerca si concentra sulla formazione di ingegneri e architetti nell’ambito del processo scan-to-BIM, esaminando le decisioni cruciali nell’impiego integrato di tecniche di rilievo digitale e di modellazione parametrica.


Nicoletta Campofiorito, Raissa Garozzo, Cettina Santagati
Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura, Università degli Studi di Catania


Implementazione parametrica di modelli microclimatici urbani di borghi storici

ABSTRACT


La Fluidodinamica Computazionale (CFD) permette di studiare il microclima passato (e presente) dei borghi storici. Un workflow basato sul Linguaggi di Programmazione Visuale (VPL) è stato sviluppato per una più efficace modellazione geometrica e informativa per applicazioni CFD su siti complessi.


Elena Verticchio, Filippo Calcerano, Letizia Martinelli, Luciano Cessari, Elena Gigliarelli
Institute of Heritage Science - National Research Council

Michele Calvano
Sapienza Università di Roma


Editoriale Vol. 13

Dalla città all’edificio (e ritorno): approcci interoperabili tra sistemi informativi territoriali e modelli BIM based

Negli ultimi anni il settore dei sistemi informativi geografici (GIS) è stato fortemente influenzato dall’evoluzione che il mondo della progettazione sta vivendo, con il passaggio dal disegno vettoriale prevalentemente bidimensionale alla metodologia di tipo Building Information Modeling (BIM). Le rappresentazioni grafico-numeriche a scala urbana e quelle architettonico/edilizie sono rimaste a lungo due realtà separate, pur riferendosi entrambe a processi di digitalizzazione dei dati per la pianificazione e la progettazione. In un mondo sempre più governato da logiche e processi interoperabili appare chiaro che una connessione efficace ed efficiente tra queste due realtà possa determinare importanti evoluzioni nel campo della progettazione, attraverso la valorizzazione del dato informativo quale elemento centrale dell’intero processo. Si aggiungere a questo stato di fatto la possibilità crescente di utilizzare dati provenienti sia a scala territoriale che a scala dell’edificio intercettati da sensori e tracciatori, capaci di rivelarci il funzionamento e l’utilizzo sia all’interno di un esistente digitalizzato che all’interno di un mondo ancora in progettazione. 

Le informazioni fornite dai sistemi GIS permettono di prefigurare interventi a scala urbana, tenendo insieme una molteplicità di variabili proprie del sistema territoriale e infrastrutturale, riducendo il numero di errori soprattutto nella fase preliminare e di piano di fattibilità. Dall’altro le informazioni di progetto, in particolare quelle relative all’effettiva realizzazione dell’opera, sono di fondamentale importanza per l’aggiornamento dei sistemi GIS. In aggiunta, la lettura dei dati provenienti dal mondo della sensoristica applicata aggiunge ulteriori variabili e nuovi possibili utilizzi.

Sulla direzione di questi differenti approcci che riportano agli ambiti della città o dell’architettura e della loro reciproca contaminazione, si organizzano i differenti contributi utilizzando terreni comuni di interscambio sempre più rivolti alla rete, trasferendo gli elementi utili della “progettazione” da qualsiasi fonte provengano all’interno di sistemi informativi di rango urbano e territoriale. 

Le sperimentazioni qui raccolte sono spesso finalizzate all’elaborazione di strategie predittive in termini di prevenzione dei rischi, gestione dell’esistente, gestione del funzionamento di grandi attività pubbliche in edifici esistenti, nuove pianificazioni.

Ricorrono in tutte le ricerche temi propri della modellazione a qualsiasi scala, ovvero complessità di scambio dati tra piattaforme differenti o interoperabilità tra sistemi differenti, modellazione per nodi inserita in ambiti di modellazioni per oggetti, uso di algoritmi a scale differenti, gestione dei database o del dato rilevato sincronicamente. 

Le sperimentazioni sono anticipate da una ricerca sullo stato dell’arte della relazione BIM GIS che per prima denota quale questo terreno di ricerca sia ancora in pieno sviluppo e particolarmente fertile per possibili applicazioni ancora troppo acerbe per essere considerate tecnicamente definitive. 

Rimane al momento la ricerca applicata con tutte le soluzioni in fieri utili per determinare linee di indirizzo per trasferire nuove competenze, creando connessioni sempre più forti e strutturate tra il mondo accademico della ricerca e il mondo della professione.


Cecilia Bolognesi (Politecnico di Milano), Massimiliano Lo Turco (Politecnico di Torino)


Integrazione semi-automatica di dati GIS in ambiente BIM per la modellazione dei distretti urbani

ABSTRACT


La ricerca indaga una metodologia per lo scambio dati GIS-BIM per generare porzioni urbane attraverso processi semi-automatici con programmazione visuale.


Alessandra Imperiale, Francesca Maria Ugliotti, Francesca Matrone
Politecnico di Torino