HBIM e Visual Programming: la gestione dei dati per la conservazione del patrimonio storico
ABSTRACT
La ricerca indaga come l’HBIM, integrato strumenti di Visual Programming, migliori la gestione dei dati per la conservazione del patrimonio storico. Il modello digitale centralizza informazioni eterogenee, ottimizzando monitoraggio e manutenzione. L’uso di Dynamo automatizza l’elaborazione e l’esportazione dei dati, favorendo l’interoperabilità. Il caso studio della Biblioteca della Galleria Nazionale dell’Umbria dimostra l’efficacia del metodo per una gestione sostenibile e dinamica.
Matilde Cozzali, Fabio Bianconi, Marco Filippucci
Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale
Paesaggi digitali e rappresentazioni multiscalari per la riscoperta del sistema fortificato veronese
ABSTRACT
Il contributo esplora i metodi di rappresentazione digitale multiscalare del sistema fortificato di Verona, evidenziando l’importanza di un approccio capace di coniugare l’alta risoluzione dei dati metrici con la costruzione di una narrazione coerente del paesaggio culturale nello spazio digitale. Le mura e i bastioni che cingono le città incarnano il tessuto connettivo dell’identità urbana, integrando al loro interno tracce di storia, dinamiche sociali e valori architettonici, trasformandosi da struttura difensiva a simbolo culturale vivo e stratificato. L’adozione di tecniche di rilievo per documentare le strutture fortificate ha generato un database estremamente ricco, ma di difficile gestione. La ricerca ha introdotto processi di discretizzazione e definizione di livelli di dettaglio, modulando la densità informativa in relazione alle finalità di analisi e divulgazione. Questa scelta ha favorito la ricomposizione del sistema murario attraverso un modello tridimensionale, dove la semplificazione si rivela un valore aggiunto. Il modello multiscalare diventa un dispositivo narrativo e gestionale, un collegamento fra dato tecnico e interpretazione culturale, capace di orientare future campagne di documentazione che verranno condotte sul territorio. I risultati conseguiti fino ad oggi dal progetto Verona Città Murata, frutto della collaborazione tra il Comune di Verona e l’Università di Pavia, dimostrano come il passaggio dal dato reality-based alla rappresentazione digitale rappresenti una trasformazione metodologica che rinnova il modo in cui interpretare e valorizzare il patrimonio fortificato.
Francesca Galasso
Department of Civil Engineering and Architecture, University of Pavia
Tra i solchi della Puglia. Un’avventura pittoresca attraverso le incisioni del Grand Tour
ABSTRACT
La ricerca indaga il fenomeno della tecnologia digitale sotto forma di esperienza videoludica che ha come oggetto della comunicazione la valorizzazione territoriale. La direzione intrapresa è quella della progettazione di un serious game con l’obiettivo la divulgazione e la valorizzazione del territorio pugliese attraverso delle ricostruzioni virtuali di incisioni settecentesche legate al Grand Tour. Il percorso di studio ha il fine ultimo di cercare un punto di ibridazione ottimale tra l’ambito culturale e quello videoludico, partendo dall’analisi del fenomeno del gioco e del videogioco, cercando di estrapolare un corpus di serious game che interagiscono a vari livelli con la valorizzazione culturale ed infine delineando i contorni del fenomeno del Grand Tour e la sua diffusione sul territorio pugliese in modo da estrapolare una serie di incisioni rilevanti. L’intento metodologico della ricerca è quello di delineare un metodo scientifico e replicabile di indagine e ricostruzione tridimensionale dell’immagine incisa che mira a restituire anche la materialità della tecnica dell’incisione nella definizione degli asset di un serious game che si presenta come un’avventura a scorrimento laterale all’interno delle ricostruzioni virtuali delle incisioni studiate.
Pasquale Micelli
Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura, Sapienza Università di Roma
Tecnologie Digitali per l’Educazione al Patrimonio Culturale: un applied game per la valorizzazione del Battistero di Bressanone
ABSTRACT
L’articolo esamina l’uso delle tecnologie digitali, con particolare attenzione ai serious games, per l’educazione al patrimonio culturale, al fine di progettare applied game dedicato alla valorizzazione degli affreschi del Battistero di Bressanone. L’analisi dello stato dell’arte evidenzia come l’adozione delle tecnologie digitali nell’istruzione abbia registrato una crescita significativa negli ultimi anni, con un’attenzione crescente all’uso di serious e applied games. Il progetto Klara e il segreto del battistero, si configura quindi come un gioco narrativo e puzzle-game ambientato nel Battistero di San Giovanni: la digitalizzazione del Battistero è stata realizzata tramite tecnologie avanzate come il Terrestrial Laser Scanner e la modellazione 3D, integrando il modello nel software Unity per creare un ambiente di gioco realistico. Gli sviluppi futuri del progetto prevedono l’ottimizzazione per dispositivi mobili e l’integrazione di tecnologie immersive quali la Realtà Virtuale e la Realtà Aumentata, al fine di ampliare l’accessibilità e arricchire ulteriormente l’esperienza interattiva.
Giuseppe Nicastro
Libera Università di Bolzano
Ricostruzione dell’area della necropoli relativa alla Tomba del Triclinio e progettazione di un Virtual Tour
ABSTRACT
Il contributo propone l’esperienza di ricostruzione della Tomba del Triclinio, dal punto di vista decorativo e architettonico, e dell’area circostante alla Necropoli dei Monterozzi, con l’intento di creare un Virtual Tour che permetta l’esplorazione del luogo come appariva all’epoca degli Etruschi. L’approccio scelto è quello didattico-emozionale e necessita di una solida base di analisi per tradurre ciò che è rilevante in elementi tridimensionali o interfacce informative. Dallo studio della Tomba del Triclinio e dell’ambiente circostante, necessario per una migliore comprensione del valore artistico e storico del sito, è emerso che, essendo il contesto fortemente variato nel tempo, la ICT più adatta per ricostruire il bene culturale nel suo contesto originario è la VR. Il processo di ricostruzione si sviluppa in tre momenti: la riproduzione degli affreschi presenti all’interno della camera, la modellazione della tomba e dell’ambiente e l’assemblaggio degli elementi digitalizzati all’interno di Unreal Engine. La fase finale del progetto prevede la definizione della dinamica di interazione dell’utente e la creazione dell’app del Virtual Tour da installare nel visore. L’obiettivo del progetto è la definizione di una metodologia per la valorizzazione di un bene perduto attraverso la proiezione dell’utente all’interno di un’esperienza immersiva educativa ed emozionale.
Silvia Ridolfi
Ricercatrice indipendente
ARound Murgia: approcci di disseminazione transmediale per il Parco Nazionale dell’alta Murgia
ABSTRACT
L’impatto culturale della sempre più ampia diffusione dei videogiochi sollecita riflessioni legate da un lato agli approcci pedagogici, dall’altro a quelli semiotici che indagano le complesse relazioni tra i linguaggi visivi e narrativi adottati nei videogiochi e le rispettive forme di comunicazione.
Questi legami diventano sempre più complessi nel campo dei Cultural Games, nei quali gli aspetti di comunicazione sono incentrati sulla narrazione del patrimonio culturale, i cui messaggi identitari vengono trasmessi attraverso meccaniche di gioco, interazione, immagini e spazi navigabili. Seguendo tali approcci, obiettivo della presente ricerca è quello di valorizzare il territorio, spesso inaccessibile e marginalizzato, rientrante nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia, attraverso la creazione di un Cultural Game denominato ARound Murgia. Il processo seguito ha consentito di sviluppare tre “ingranaggi visuali” per la valorizzazione del territorio murgiano, basati su modellazione tridimensionale di scenari interattivi a partire da dati di rilievo, sulla definizione di una identità visiva e sulla realizzazione di un mockup grafico.
Particolare enfasi nella ricerca è posta nella valutazione dell’attendibilità dei dati da divulgare e dell’accuratezza delle rappresentazioni tridimensionali, di modo che fungessero da spazi narrativi, esplorando, al contempo, le potenzialità della comunicazione visiva attraverso tecniche come il visual storytelling e la definizione di branding territoriali.
Adriana Caldarone
Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura, Sapienza Università di Roma
Indice Volume 14
INDICE
Editoriale
T. Empler
H-BIM e GIS per l’analisi e la ricostruzione filologica del castello di Almonecir in Spagna
A. Pettineo, A. Dell’Amico, F. Picchio, S. Parrinello 6
Generazione di modelli H-BIM tramite intelligenza artificiale
L. Ceccarelli
La gestione del rilievo del danno: modelli IFC per il patrimonio storico
T. Zanni, C. Zanchetta, M. R. Valluzzi
BHoM e Ingegneria Strutturale – Un Approccio Specialistico per Progetti Multidisciplinari
G. Albieri, S. Avellini
HBIM per connotare le informazioni. Ecosistemi Digitali per la conservazione del patrimonio architettonico della Basilica di Santa Maria degli Angeli
F. Bianconi, M. Filippucci, C. Cerbai, F. Cornacchini, S. Bertocci
Transizione Digitale e Patrimonio Edilizio Universitario. Innovazioni e Sfide nella didattica dei corsi di Ingegneria
N. Campofiorito, R. Garozzo, C. Santagati
Implementazione parametrica di modelli microclimatici urbani di borghi storici
E. Verticchio, M. Calvano, F. Calcerano, L. Martinelli, L. Cessari, E. Gigliarelli
Editoriale Vol. 14
Le “nuove evoluzioni” nel settore della modellazione tridimensionale stanno cambiando profondamente il modo in cui vengono gestiti e valorizzati i beni culturali e architettonici, aprendo la strada a molteplici considerazioni e applicazioni innovative.
Un esempio rappresentativo di queste nuove metodologie è il contributo dal titolo “Metodologie scan-to-BIM per l’analisi tipologica e la ricostruzione filologica del castello di Almonecir in Spagna”. Questo progetto utilizza la metodologia scan-to-BIM per costruire un sistema informativo parametrico integrato, che mette in relazione il castello con il suo contesto storico e culturale. La ricostruzione digitale permette non solo un’analisi tipologica dettagliata del monumento, ma anche una ricostruzione filologica, garantendo la fedeltà alle caratteristiche originarie del castello. Questa metodologia si rivela essenziale per la conservazione e gestione dei beni storici e per applicazioni pratiche come il turismo, soprattutto nella Comunità Valenciana.
Un altro tema cruciale riguarda l’integrazione dell’intelligenza artificiale (AI) nelle procedure BIM, come mostrato nel contributo “Generazione di modelli H-BIM tramite intelligenza artificiale”. Qui, le tecniche avanzate di segmentazione semantica e gerarchizzazione automatica migliorano la gestione dei dati complessi ottenuti dai rilievi tridimensionali. Questo approccio facilita la creazione di modelli H-BIM accurati e ottimizzati attraverso un workflow semi-automatico basato sulla classificazione gerarchica, accelerando e affinando il processo di modellazione per la conservazione del patrimonio culturale.
In ambito di gestione del patrimonio storico, il contributo “La gestione del rilievo del danno: modelli IFC per il patrimonio storico” presenta l’approccio OpenHBIM, basato sugli standard IFC, per digitalizzare le informazioni sul danno degli edifici storici. Attraverso un database strutturato e interoperabile, questo sistema consente una gestione collaborativa delle informazioni, migliorando l’efficienza nel monitoraggio e nella conservazione degli edifici, e facilitando analisi strutturali avanzate.
In parallelo, l’articolo “BHoM e Ingegneria Strutturale – Un Approccio Specialistico per Progetti Multidisciplinari” mostra come l’interoperabilità e i flussi di lavoro algoritmici avanzati, resi possibili dal Building and Habitat Object Model (BHoM), stiano trasformando l’ingegneria strutturale. Questo strumento open-source migliora la collaborazione multidisciplinare e permette di gestire progetti complessi, come dimostrato nel caso di un progetto di riqualificazione su larga scala in Arabia Saudita, dove il BHoM ha facilitato lo sviluppo di flussi di lavoro algoritmici avanzati.
L’articolo “Ecosistemi Informativi e HBIM. La Basilica di Santa Maria degli Angeli dal rilievo al Facility Management” illustra come il BIM possa ottimizzare la gestione del patrimonio culturale, integrando informazioni storiche e architettoniche con il monitoraggio strutturale per un efficiente Facility Management. Questo approccio HBIM è particolarmente utile per la conservazione e gestione di edifici storici complessi, consentendo una visione olistica e dettagliata del monumento per pianificare interventi di manutenzione e restauro in modo proattivo.
Il contributo “Transizione Digitale e Patrimonio Edilizio Universitario. Innovazioni e Sfide nella didattica dei corsi di Ingegneria” si concentra sulla formazione di ingegneri e architetti nel contesto della digitalizzazione del patrimonio edilizio universitario. La ricerca esplora l’importanza delle tecniche scan-to-BIM nei corsi universitari, analizzando come la transizione digitale stia trasformando il modo di insegnare e gestire progetti di rilievo e modellazione parametrica degli edifici esistenti.
Infine, l’articolo “Implementazione parametrica di modelli microclimatici urbani di borghi storici” completa questa panoramica con l’applicazione della Fluidodinamica Computazionale (CFD) per studiare il microclima dei borghi storici. Grazie a un workflow parametrico basato su Linguaggi di Programmazione Visuale (VPL), è possibile modellare il comportamento del microclima in diversi contesti temporali e ambientali, offrendo dati preziosi per la conservazione e gestione sostenibile di questi siti.
In conclusione, queste “nuove evoluzioni” nella modellazione tridimensionale stanno trasformando radicalmente il modo in cui gestiamo, conserviamo e valorizziamo il nostro patrimonio storico e culturale, grazie a una crescente integrazione tra tecnologia, intelligenza artificiale e gestione collaborativa dei dati.
Tommaso Empler (Sapienza Università di Roma)
H-BIM e GIS per l’analisi e la ricostruzione filologica del castello di Almonecir in Spagna
ABSTRACT
L’articolo esamina le potenzialità delle procedure Scan-to-BIM, implementate tramite metodologie di rilievo speditive, per la costruzione di un modello digitale rappresentativo dell’architettura storica.
Attraverso la sperimentazione effettuata su un caso studio, il Castello di Almonecir nella Comunità Valenciana, la ricerca mira a produrre un sistema informativo integrato e parametrico che consenta di relazionare la fortezza con il suo contesto culturale e storico. Grazie a questo, sarà possibile avviare un processo conoscitivo del monumento facilitandone la comprensione e la gestione, con potenziali applicazioni turistiche all’interno del territorio Valenciano.
Alberto Pettineo, Sandro Parrinello
DIDA, Dept. of Architecture, University of Florence, Italy
Anna Dell’Amico, Francesca Picchio
DICAr, Dept. of Civil Engineering and Architecture, University of Pavia, Italy.
Generazione di modelli H-BIM tramite intelligenza artificiale
ABSTRACT
I dati del nostro patrimonio culturale ottenuti mediante rilievi tridimensionali rappresentano strutture geometriche complesse non strutturate. L’introduzione di metodi automatici di segmentazione semantica e gerarchia tra le parti, permetterebbero la comprensione e l’utilizzo di questi dati nelle operazioni di salvaguardia del bene. In questo contesto, il contributo presenta un workflow semi automatico per la ricostruzione tridimensionale di modelli H-BIM, sfruttando un approccio di classificazione gerarchico (MLMR) per l’ottimizzazione dei risultati.
Lorenzo Ceccarelli
Università di Pisa









