Informazioni accessibili. La visualizzazione dati nell’epoca dei big data, degli open data e degli open tools

ABSTRACT


Questo articolo discute le potenzialità della data visualization nell’epoca dei Big Data, evidenziando come la grande disponibilità di open data e open tools rafforza la necessità di un approccio scientifico designer-based capace di andare oltre l’attuale affermazione dei contenuti user-generated.


1) Enrico Cicalò, 2) Valeria Menchetelli
1) Università di Sassari, 2) Università di Perugia


Dal tipo al diagramma: la rappresentazione del dato come strumento euristico per il progetto di architettura

ABSTRACT


Per il progetto di architettura, la rappresentazione è sempre più uno strumento fondamentale del processo di concezione. L’intervento tende ad indagare il rapporto tra tipo e diagramma, spesso ambedue considerati mere semplificazioni della realtà, analizzando come, nel progetto di architettura contemporaneo, il diagramma si ponga sempre più come strumento di concezione e di esplicitazione del processo progettuale.


Michela Barosio, Rossella Gugliotta
Politecnico di Torino I DAD


Infografica e visualizzazione grafica: nuovi modi per la rappresentazione dei dati

ABSTRACT


Visualizzazione, infografica, grafica informativa, eccetera. Ciascun libro o riferimento sulla comunicazione visiva usa questi termini con accezioni diverse. Il termine visualizzazione o rappresentazione sembra essere il termine ombrello: qualsiasi tipo di elaborato visivo dell’informazione destinato a consentire comunicazione, analisi, scoperta, esplorazione, scopi artistici. Esistono sempre più applicazioni di carattere scientifico che sono particolari tipi di visualizzazioni, personalizzabili in funzione dei bisogni di ciascun osservatore. Alcune sono concepite per trasmettere narrazioni sulla base di diversi insiemi di informazioni (infografiche), altre sono concepite per consentire principalmente l’esplorazione (visualizzazioni di dati per quadri di approfondimento successivi). Molti autori hanno classificato metodi di trattamento dei dati che aiutano a scegliere anche i modi migliori per rappresentarli e non mancano infine, e continuano ad aumentare per numerosità, progetti on line specificamente dedicati all’elaborazione dei dati per generare informazione: tableau.com, datawrapper.de, flourish.studio, rawgraphs.io, plotdb.com, per citarne alcuni. Come creare, condividere e consultare dati è il tema del contributo proposto, indagato attraverso esempi di rappresentazione grafica che danno “informazione” a partire da ciò che è “dato”.


Maurizio Marco Bocconcino, Mariapaola Vozzola,
Politecnico di Torino, DISEG - Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica


H-BIM: flussi informativi e processi di digitalizzazione del dato

ABSTRACT


Il contributo presenta alcune esperienze di ricerca metodologica condotte dal gruppo di ricerca del laboratorio DAda-LAB, dell’Università di Pavia, sulla possibilità di utilizzo di protocolli standard come l’IFC e di modelli condivisi, attraverso l’uso di un linguaggio comune per l’agevolazione dello scambio di informazioni.


Anna Dell’Amico
DICAr-Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura, Università degli studi di Pavia


La rappresentazione della conoscenza utilizzando le mappe cognitive per favorire la ricerca collaborativa

ABSTRACT


La ricerca sempre più si avvale di contributi multidisciplinari per raggiungere obiettivi validi e condivisi. La sinergia tra ambiti di conoscenza diversi è tanto maggiore quanto più chiaro è il linguaggio di condivisione. Le mappe cognitive, strumento appartenente alla sfera delle scienze cognitive, propongono un linguaggio per la condivisione della conoscenza avvalendosi di codici grafici per la sintesi dei concetti. Quest’articolo propone una revisione della “grammatica” generalmente utilizzata per la modellazione delle mappe cognitive, puntando verso una rappresentazione della conoscenza capace di rendere maggiormente accessibile le informazioni prodotte.  Il prototipo di mappa è stato poi applicato per la condivisione dei contenuti nell’ambito del progetto PRIN TECH-START, nel quale si è svolto un seminario che ha coinvolto esperti di conservazione, rappresentazione dell’architettura, rappresentazione della conoscenza, fisica tecnica, computer science, IoT, valutazione ed estimo, tecnologia dell’architettura. I diversi settori disciplinari sono stati chiamati ad esprimersi sulle barriere all’impiego di nuove tecnologie abilitanti e di smart environment come supporto all’evoluzione dei processi per la gestione, conservazione, documentazione, controllo predittivo, diagnostica non distruttiva e miglioramento energetico degli edifici storici. L’impiego congiunto di questi strumenti produce infatti dati eterogenei complessi che richiedono un approccio interdisciplinare, nel quale sono coinvolti attori anche molto diversi fra loro con la comune necessità di condividere il proprio sapere.


1) Elena Gigliarelli, Filippo Calcerano, Michele Calvano, Stefano Cursi, Leo Lorenzi, Letizia Martinelli,
2) Maurizio Sibilla
1) Institute of Heritage Science, National Research Council of Italy, 2) School of the built environment, Oxford Brookes University


Dagli OpenData ai modelli di città: un approccio Anti-Fragile per il City Information Modeling

ABSTRACT


La ricerca indaga l’applicazione del concetto di Antifragilità nel City Information Modeling (CIM). In accordo col concetto di Digital Twin, si propone un modello CIM che aumenti la quantità e la qualità dei dati utilizzando i contributi dei mappers volontari prima e durante scenari di crisi.


Federico Mario La Russa & Cettina Santagati
Università degli Studi di Catania - DICAR


Riflessioni sull’utilizzo dell’HBIM a partire da una sperimentazione sul campo

ABSTRACT


Negli ultimi anni, molti lavori di ricerca hanno dimostrato le potenzialità dell’applicazione di sistemi BIM anche nel campo della conservazione degli edifici storici, promuovendo la nascita di una nuova metodologia: l’Historical o Heritage Building Information Modeling. L’HBIM, partendo dal rilievo come base della conoscenza dell’edificio, ha il vantaggio di permettere l’archiviazione di numerose informazioni in un unico modello, l’integrazione di rilievi tridimensionali molto accurati, la programmazione di interventi di conservazione e il calcolo dei relativi costi, l’estrapolazione di dati utili alla manutenzione ordinaria e in generale alla gestione dell’edificio.

Informazioni eterogenee come rilievi e modelli tridimensionali, fonti documentarie, cartografiche e iconografiche, informazioni testuali, di natura sia puntuale sia areale, possono confluire in un unico database, favorendone la condivisione e la gestione a più livelli da parte di molteplici operatori.

La sperimentazione proposta fornisce lo spunto per riflettere sul ruolo dell’HBIM e per cercare di comprendere, analizzandole, le difficoltà, i limiti e le potenzialità che il sistema può offrire nell’ambito della conservazione. Partendo dal caso del BIM realizzato per la pregiata facciata della Abbazia di San Matteo a Genova, verranno analizzati alcuni aspetti fondamentali nella gestione del patrimonio edilizio storico, anche alla luce della letteratura scientifica riferita all’utilizzo dell’HBIM.


1) Carlo Battini, 2) Rita Vecchiattini
1) DICCA - Department of Civil, Chemical and Environmental Engineering, Università degli Studi di Genova
2) dAD - Department of Architecture and Design, Università degli Studi di Genova


La documentazione delle superfici affrescate in modelli HBIM

ABSTRACT


Il presente contributo intende esaminare un possibile approccio alla documentazione e trasmissione – in sistemi di tipo HBIM, dei dati grafici e testuali relativi alle decorazioni parietali che spesso caratterizzano le superfici murarie dei manufatti storici. Lo studio è stato condotto sull’antico monastero Benedettino dei Santi Severino e Sossio in Napoli.


Simona Scandurra
Politecnico di Milano


Comunicazione grafica della Torre dei Grassi al ‘Portico d’Ottavia’ a Roma

ABSTRACT


Il presente articolo indaga le diverse modalità attraverso le quali poter documentare e comunicare un bene architettonico di grande valore storico e culturale quale la Torre dei Grassi a Roma.


Giulia Pettoello
DSRDA Department of History, Drawing and Restoration of Architecture. Sapienza University of Rome.


La modellazione algoritmica dell’informazione (AIM) per mappare il degrado: la Chiesa di San Giuliano

ABSTRACT


Nell’ultimo decennio, la disciplina della rappresentazione dell’architettura ha indagato le possibilità offerte dalle metodologie del Building Information Modelling (BIM) applicate al patrimonio storico (H-BIM). Negli ultimi anni l’uso emergente dei software basati su Visual Programming Language (VPL) stanno colmando il divario tra modellazione tridimensionale e modellazione delle informazioni grazie all’utilizzo di algoritmi che possono essere personalizzati e resi pubblici anche grazie a formati di dati interoperabili.

Lo studio presenta un workflow sviluppato in ambiente VPL per creare una mappa semiautomatica dei degradi. Gli algoritmi di machine learning proposti permettono di generare nuove componenti partendo dai dati di acquisizione di un rilievo e il successivo data processing. La soluzione proposta offre un sistema innovativo per la classificazione e la creazione semiautomatica di elementi di degrado che prevede l’associazione tra geometrie desunte da mesh 3D e l’apparato informativo a esse riferibili.


Elisabetta Caterina Giovannini, Andrea Tomalini
Department of Architecture and Design - DAD, Politecnico di Torino