Il Building Information Modeling applicato alle strutture archeologiche: il caso studio del settore occidentale delle Terme di Diocleziano

ABSTRACT


La ricerca indaga il tema dell’analisi della rappresentazione BIM applicata al patrimonio culturale. L’obiettivo della ricerca è indagare, comprendere e sperimentare in che modo una metodologia di lavoro nata per la progettazione contemporanea, possa essere trasferita e riadattata per lavorare le architetture storiche.


Maria Grazia Cianci, Matteo Molinari
Università degli Studi Roma Tre, Dipartimento di Architettura


Dal modello edilizio alla gestione informativa su scala urbana. Un’applicazione di integrazione IFC-CityGML

ABSTRACT


Il contributo persegue l’obiettivo di sperimentare un protocollo metodologico multidisciplinare per strutturare un modello di gestione GIS/BIM utile al decisore amministrativo durante l’intero iter di accoglimento-verifica-rilascio dei titoli abilitativi per gli interventi edilizi.


Pierpaolo D’Agostino, Giuseppe Antuono
Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale, Università degli Studi di Napoli Federico II


La generazione semi-automatica di elementi HBIM: approcci VPL a confronto

ABSTRACT


Il contributo affronta il tema della modellazione parametrica applicata all’ambito dell’Historic Building Information Modeling (HBIM).

Gli strumenti presentati offrono una possibile risposta ai problemi di modellazione tridimensionale in ambiente BIM utilizzando applicativi di programmazione visuale (VPL) differenti e le loro potenzialità. A seconda del tipo di dato di input, sia esso non strutturato o strutturato all’interno di un foglio di calcolo, per ogni ambiente VPL è stata sviluppata una soluzione diversa.


Elisabetta Caterina Giovannini
Dipartimento di Architettura e Design, Politecnico di Torino


Sistemi HBIM per il Restauro e la Conservazione delle Opere d’Arte.

ABSTRACT


Il contributo mostra i risultati di un processo HBIM a supporto della pianificazione, gestione, attuazione e archiviazione delle attività pre, durante e post-restauro di opere d’arte e apparati decorativi mobili o immobili caratterizzanti il patrimonio culturale architettonico e storico-artistico.


Emanuela Lanzara (1), Simona Scandurra (2)
(1) Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, Dipartimento di Scienze Umanistiche
(2) Università degli Studi Federico II di Napoli, Dipartimento di Architettura


Metaverso e Beni Culturali: prime indagini tra potenzialità e criticità

ABSTRACT


Il contributo presenta prime considerazioni sull’adozione del metaverso per il patrimonio culturale, basate sull’esplorazione di diverse piattaforme e sulla valutazione del loro livello di sviluppo. Il metaverso si presenta come un’occasione per massimizzare l’accessibilità a contenuti tridimensionali, tanto di repliche di beni quanto di nuovi spazi espositivi. D’altro canto, non si possono ignorare le criticità metodologiche dovute all’adozione di un ambiente che nasce senza finalità scientifiche.


Matteo Flavio Mancini, Laura Farroni
Università degli Studi Roma Tre – Dipartimento di Architettura


HBIM per una gestione informatizzata della diagnostica nei progetti di conservazione: il caso del Monastero San Giovanni a Müstair

ABSTRACT


Il presente lavoro descrive un progetto che integra la metodologia HBIM con alcuni dei dati diagnostici rilevati dalla campagna MOLAB, laboratorio mobile dell’Infrastruttura di Ricerca Europea sull’Heritage Science E-RIHS, per lo studio e la conservazione della chiesa abbaziale di San Giovanni a Müstair.


Camilla Tennenini(a)(c)*, Lorenzo Gatto(a), Michele Calvano(b), Letizia Martinelli(b), Filippo Calcerano(b), Elena Gigliarelli(b)
(a) Sapienza Università di Roma, Master HBIM 2023
(b) Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISPC-CNR)
(c) Fondazione Pro Monastero di San Giovanni
* present address: ETH Zürich, Institute for Building Materials, Physical Chemistry of Building Materials, Switzerland


Indice Volume 11

INDICE


Intelligenza artificiale, H-BIM e piattaforme collaborative per l’annotazione del patrimonio architettonico digitale
V. Croce

Modelli digitali per la rappresentazione e gestione del patrimonio costruito
S. Cursi, L. Martinelli, F. Calcerano, M. Calvano, L. Cessari, E. Gigliarelli                

Revixit Aquinum. Quanto possano le tecnologie nella valorizzazione di un patrimonio culturale
T. Empler, V. Malakuczi, G. Murro               

Sistemi cooperativi informativi in ambiente HBIM per la gestione del patrimonio culturale
A. Sanseverino, S. Antinozzi, A. di Filippo                   

Serialità non regolari: ricorrenze imperfette per il modello HBIM
G. M. Valenti, A. Martinelli                   

Profondità del contenuto informativo nelle procedure HBIM
E. D’Angelo, M. Calvano                   


Sistemi cooperativi informativi in ambiente HBIM per la gestione del patrimonio culturale

ABSTRACT


Il presente contributo propone una riflessione sulla definizione di sistemi di monitoraggio cooperativo e informativo (ECO-Sistemi) a partire da dati di rilievo digitale integrato per la gestione del patrimonio costruito. Si illustra una procedura algoritmica per la standardizzazione dei processi Scan-to-BIM e Mesh-to-BIM.


(1,2)Anna Sanseverino, (1) Sara Antinozzi, (1) Andrea di Filippo
(1) Dipartimento di Ingegneria Civile, Università degli Studi di Salerno
(2) Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura, Università degli Studi di Pavia


Editoriale Vol. 11

Per un aggiornamento sulle ultime tecniche di sperimentazione e i nuovi traguardi raggiunti dalla ricerca in campo BIM e H-BIM, in questo numero sono raccolti articoli che possono fornire numerosi spunti di ispirazione e di approfondimento molto utili.

Il BIM è un approccio innovativo di pensare il progetto, di affrontarlo in tutti i suoi aspetti, di ottimizzare i processi operativi, di standardizzare la progettazione in un ciclo produttivo esaustivo per tutti gli attori coinvolti, dal progettista al committente. E se finora è stato pensato associato esclusivamente al “Building”, oggi trova applicazioni in settori molto diversi, dalle infrastrutture alle smart city.

Alla base dello sviluppo BIM vi è l’interoperabilità non soltanto tra gli attori coinvolti ma soprattutto tra i software utilizzati dagli stessi attori. La standardizzazione, pertanto, risulta particolarmente importante in questo processo e, a motivo di ciò, sono state istituite delle agenzie di servizi internazionali preposte alla ricerca della standardizzazione del processo BIM dall’1D al 7D sia nel settore Cultural Heritage sia nel settore ingegneristico, sia nel settore urbanistico.

In questi ultimi anni le sperimentazioni pubblicate nelle riviste internazionali, negli atti di convegni e nei siti web, sono state innumerevoli e sempre un passo avanti rispetto alle precedenti. Questa rivista, nel panorama nazionale, gioca un ruolo fondamentale nell’aggiornamento delle procedure sperimentali condotte in campo BIM e il presente numero, in particolar modo, affronta le molteplici applicazioni BIM in modo nuovo ed originale.

Si guardi, ad esempio, le sperimentazioni condotte da Valeria Croce che propone una nuova metodologia BIM in sinergia con l’Intelligenza Artificiale. La sperimentazione affronta la possibilità di automatizzare i workflow Scan-to-BIM combinando metodi di segmentazione semantica che sfruttano l’IA e gli editor di algoritmi grafici per la modellazione 3D. Gli algoritmi di ML, realizzati sfruttando l’opportuna manipolazione, esportazione ed estrazione di descrittori geometrici e visivi (feature) da dati grezzi 2D o 3D, riducono significativamente la fase di annotazione manuale, evitando scelte arbitrarie e troppo soggettive in fase interpretativa.

Nel contributo di Cursi et al.  una varietà di applicazioni dell’HBIM descrivono una metodologia per l’arricchimento semantico dei modelli attraverso risorse esterne, esplicitando l’approccio documentale del sistema informativo in cui sono memorizzate le informazioni per preservare, condividere e trasmettere la conoscenza costruttiva del costruito e del patrimonio in un ambiente digitale computabile.

Empler et al. propongono una sperimentazione di VR e AR nelle terme di Revixit Aquinum dove fa da protagonista la forze comunicativa del digitale con sperimentazioni di 3D mapping.

Per la sperimentazione di una procedura di ottimizzazione per la verifica dello stato di conservazione del bene architettonico, si può consultare il contributo di Anna Sanseverino et al., dove appare chiaro che la gestione del patrimonio storico non può  prescindere da un’accurata indagine sullo stato di conservazione dei materiali e da una dettagliata ricostruzione 3D. La ricostruzione morfologica e colorimetrica di strutture complesse, di elementi e di specifiche aree danneggiate in ambiente BIM è essenziale per lo sviluppo di database adatto all’archiviazione dei dati e in gradi di supportare la pianificazione di ristrutturazioni e, in generale, di qualsiasi attività di intervento sul bene oggetto di studio.

Un’altra problematica, non di poco conto, è quella affrontata da Graziano Mario Valenti e Alessandro Martinelli, legata alla rappresentazione in BIM delle serialità non regolari, molto presenti nel patrimonio architettonico storico,  che è  senza dubbio un tema sempre  più emergente, quanto più crescono le esigenze di realizzare modelli sempre più aderenti al caso studio.

Infine, il numero si chiude con il contributo di Elena D’Angelo e Michele Calvano dove si analizza l’interoperabilità tra il modello BIM e la Pubblica Amministrazione.

I temi della rappresentazione si riconfigurano dunque attraverso questa raccolta di ricerche esplicitando come il tema della modellazione parametrica stia modificando la frontiera del disegno verso un’interoperabilità dei modelli. La ricalibrazione delle componenti grafiche e l’aggiornamento degli standard rappresentativi all’interno della modellazione parametrica producono una rinnovata attenzione ai modelli stessi e alla loro possibilità di rappresentare il reale e di semplificarne alcuni aspetti, come sintesi critica, in favore di un maggior bagaglio di contenuti che a questi sono associabili.


Laura Inzerillo, Sandro Parrinello


Profondità del contenuto informativo nelle procedure HBIM

ABSTRACT


Il contributo propone strumenti per rappresentare le distinte condizioni morfologiche e semantiche degli edifici storici (materiali e tecnologie, modelli di degrado e danni) in un processo HBIM, avanzando possibili soluzioni anche in risposta alle complesse indicazioni normative sul fabbisogno informativo degli oggetti digitali.


Elena D’Angelo, Michele Calvano
ISPC Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, Consiglio Nazionale delle Ricerche